Daratumumab, anticorpo monoclonale diretto contro la proteina CD38, rappresenta una delle principali innovazioni terapeutiche nel trattamento del mieloma multiplo (MM), contribuendo negli ultimi anni a migliorare il decorso della malattia e la qualità di vita dei pazienti. A 10 anni dalla prima approvazione europea, è stata rimborsata in Italia una nuova combinazione a base di daratumumab in associazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone (D-VRd) per il trattamento dei pazienti con MM di nuova diagnosi. L’utilizzo della combinazione D-VRd è associato a un prolungamento significativo del controllo di malattia, con proiezioni di sopravvivenza libera da progressione fino a circa 17 anni nei pazienti eleggibili al trapianto, aprendo la prospettiva di una potenziale cura funzionale per una quota di pazienti. L’innovazione portata da daratumumab si estende anche alla dimensione organizzativa: la formulazione sottocutanea e la possibilità di autosomministrazione da parte di pazienti o caregiver contribuiscono a semplificare la gestione terapeutica, ridurre il carico sui centri e migliorare la qualità di vita dei pazienti.






