Durvalumab segna una svolta nel trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio limitato (LS-SCLC): è la prima e unica immunoterapia approvata in questa forma altamente aggressiva di tumore, dove per oltre vent’anni non si sono registrate nuove opzioni terapeutiche, rivoluzionando lo standard of care in un setting ad elevato bisogno terapeutico. La maggior parte dei pazienti trattati con chemioradioterapia (CRT) progredisce o decede entro 2 anni e l’unico approccio a seguito di CRT è la sorveglianza attiva. Nello studio clinico ADRIATIC, durvalumab come terapia di mantenimento dopo CRT ha prolungato in modo statisticamente significativo e clinicamente rilevante la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione, con una riduzione del rischio di morte del 27% e di progressione o morte del 24%. Il profilo di tollerabilità è risultato favorevole, senza un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti. In considerazione del bisogno terapeutico e del profilo di efficacia e sicurezza, AIFA ha riconosciuto all’indicazione il requisito di innovatività terapeutica, confermando il valore di durvalumab nel trattamento nel LS-SCLC.






