PRIX GALIEN ITALIA 2022
I CANDIDATI

Sistema FreeStyle Libre 3 – Abbott

FreeStyle Libre 3 è un sistema di monitoraggio in continuo del glucosio per le persone affette da diabete mellito (a partire dai 4 anni di età), incluse le donne in gravidanza ed è progettato per sostituire il test della glicemia capillare. I valori del glucosio vengono visualizzati sul cellulare, garantendo così la massima discrezione e una misurazione indolore. Grazie alle letture in continuo minuto-per-minuto è possibile sapere prima quando il glucosio è basso così da agire subito e prevenire l’ipoglicemia. FreeStyle Libre 3 ha dimostrato una migliorata accuratezza nei 14 giorni di utilizzo previsti: è l’unico sensore glicemico ad oggi disponibile con una MARD < 8 %. Il sistema FreeStyle Libre 3 è composto dal sensore e dall’app. Il sensore, piccolo, sottile e discreto ha una durata fino a 14 giorni, non necessita di calibrazione e può essere indossato anche durante la doccia e l’allenamento. Con l’app gratuita FreeStyle Libre 3 è possibile visualizzare il valore attuale del glucosio, la freccia di tendenza e lo storico dei dati fino a 12 ore. È inoltre disponibile una piattaforma digitale in cloud, LibreView, che permette la condivisione dei dati registrati dal sensore con gli operatori sanitari con l’obiettivo di supportare il paziente anche a distanza e il medico nel prendere decisioni terapeutiche più informate. Con l’app FreeStyle Libre 3 il paziente può inviare le letture del glucosio ai propri familiari o caregivers che utilizzano l’app LibreLinkUp, così da essere supportato in caso di necessità. FreeStyle Libre 3 è dotato di allarmi opzionali del glucosio che avvisano quando i valori sono troppo alti o troppo bassi.

Venetoclax (VENCLYXTO®) – AbbVie

Venetoclax, una molecola di piccole dimensioni, somministrabile per via orale, è un inibitore selettivo di Bcl-2, una proteina anti-apoptotica overespressa sulle cellule della leucemia mieloide acuta e della leucemia linfatica cronica. Questa proteina ha un ruolo anti-apoptotico anche in numerose altre neoplasie ematologiche e tumori solidi. Venetoclax ha una struttura che rende il suo legame a Bcl-2 analogo al legame con le proteine iniziatrici ‘BH3-only’, che hanno funzione pro-apoptotica. Venetoclax presenta un’alta affinità per Bcl-2 (costante di inibizione [Ki] <0.01 nM) e una più bassa affinità per altre proteine anti-apoptotiche della famiglia Bcl-2 (Bcl-xL, Ki=48 nM; Bcl-w, Ki=245 nM). Questa caratteristica riduce così al minimo i potenziali effetti off-target della molecola.

In condizioni fisiologiche, Bcl-2 sequestra i mediatori pro-apoptotici (eg, BAX, BAK), spostando l’equilibrio pro e anti-apoptotico delle cellule verso la sopravvivenza. L’inibizione di Bcl-2 da parte di venetoclax causa il rilascio delle proteine pro-apoptotiche favorendo l’inizio dell’apoptosi delle cellule neoplastiche. Questa interazione produce una rapida morte delle cellule patologiche in vitro, ed in vivo un’attività antitumorale, sia come singolo agente che in combinazione. In particolare l’effetto pro-apoptotico di venetoclax può essere potenziato attraverso l’associazione con altri agenti, generando così un’azione terapeutica potenzialmente sinergica. In cellule neoplastiche la cui sopravvivenza dipende non solo da BCL-2 ma anche dall’espressione di altre proteine anti-apoptotiche, la sensibilità al venetoclax può essere amplificata aumentando l’espressione di BCL-2 o neutralizzando le medesime proteine anti-apoptotiche che cooperano con BCL-2.

Poiché venetoclax è stato disegnato per agire a valle del TP53, il suo meccanismo d’azione ha una base razionale per un utilizzo anche in pazienti con delezione e/o mutazione del gene TP53 (ad esempio con la del [17p]). Le mutazioni del gene TP53 sono presenti nel 10-15% delle leucemie linfatiche croniche e in circa il 7% delle leucemie mieloidi acute in entrambe le patologie sono associate ad una scarsa risposta alla terapia e ad una ridotta sopravvivenza.

Tixagevimab/cilgavimab (EVUSHELD®) – AstraZeneca

La combinazione dei due anticorpi monoclonali tixagevimab + cilgavimab – derivati da cellule B donate da pazienti convalescenti dopo aver contratto il virus SARS-CoV-2 – è stata scoperta dal Vanderbilt University Medical Center e concessa in licenza ad AstraZeneca nel giugno 2020. I due anticorpi monoclonali umani, che sono in grado di legarsi a siti distinti sulla proteina spike del Coronavirus (necessaria al virus per legarsi alle cellule target del nostro organismo) sono stati ottimizzati per estenderne la durata d’azione rispetto a quella degli anticorpi di classe IgG immodificati. Infatti, i dati dello studio PROVENT di fase III, mostrano che la protezione che si ottiene con la combinazione di anticorpi dura almeno 6 mesi. La combinazione di anticorpi viene somministrata per via intramuscolare (IM): 150 mg di tixagevimab e 150 mg di cilgavimab in due iniezioni separate e consecutive. La combinazione di anticorpi a lunga durata d’azione tixagevimab e cilgavimab ha già ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione europea (UE) per la profilassi del COVID-19. In Italia tixagevimab e cilgavimab sono stati autorizzati per l’uso in emergenza (GU 28/01/2022) e resi disponibili presso le strutture identificate a livello regionale.

Olaparib (LYNPARZA®) – AstraZeneca

Olaparib, che è stato sviluppato e commercializzato congiuntamente da AstraZeneca e MSD, è approvato in Italia per il trattamento del carcinoma ovarico avanzato, del carcinoma prostatico metastatico e del carcinoma mammario metastatico. La molecola, capostipite della classe dei PARP inibitori, sfrutta le carenze delle vie di trasduzione tumorali in risposta al danno genotossico (DDR) per uccidere in modo preferenziale le cellule tumorali, ed ha il programma di sviluppo di trial clinici più ampio e più avanzato di qualsiasi inibitore di PARP. Olaparib è ad oggi l’unico PARP inibitore a dimostrare un’efficacia significativa sulla prima linea, ponendosi in un setting curativo e non solo palliativo. Sebbene sia già utilizzato da oltre 30mila pazienti nel mondo e sia disponibile per un ampio ventaglio di neoplasie, le due aziende stanno lavorando per renderlo disponibile a una popolazione ancora più ampia in setting diversi e diversi tipi di tumore.

Osimertinib (TAGRISSO®) – AstraZeneca

Osimertinib è un inibitore di III generazione della tirosin-chinasi (TKI) irreversibile, ad attività farmacologica altamente selettiva per le mutazioni attivanti di EGFR. Già disponibile in Italia per il trattamento di seconda linea (dal 2017) e di prima linea (dal 2019) dei pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico con mutazione di EGFR – setting nel quale ha rivoluzionato il panorama terapeutico – osimertinib ha già ricevuto l’approvazione per il trattamento del NSCLC in stadio precoce in più di 50 paesi, inclusi Stati Uniti e Cina. In Italia l’indicazione in adiuvante è attualmente in valutazione per la definizione del prezzo e delle condizioni di rimborsabilità presso AIFA.

Alla base dell’utilizzo di osimertinib nella malattia in stadio precoce vi sono i risultati senza precedenti dello studio ADAURA, studio clinico di fase III randomizzato e controllato con placebo che ha dimostrato come questo inibitore di TK di EGFR porti ad un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da malattia nei pazienti con NSCLC EGFRm in stadio precoce (IB-IIIA), rappresentando la prima terapia target in questo setting di malattia.

Brexucabtagene autoleucel (TECARTUS®) – Gilead

Brexucabtagene autoleucel (brexu-cel) è composto da linfociti T autologhi che esprimono un recettore antigenico chimerico formato da un dominio extracellulare, costituito da un frammento variabile a catena singola di un anticorpo anti-CD19 collegato ai domini co-stimolatori CD28 e CD3-zeta, essenziali per l’attivazione delle cellule T. Brexu-cel, con una singola infusione, rappresenta una terapia innovativa per una neoplasia ematologica rara come il linfoma mantellare recidivante o refrattario (MCL R/R), fino a oggi incurabile con i trattamenti disponibili e a prognosi infausta. Le evidenze a supporto dell’efficacia e della sicurezza di brexu-cel per il trattamento di pazienti con MCL R/R, derivano principalmente dallo studio di Fase II ZUMA-2. Dopo un follow-up mediano di 16.8 mesi, il 91% dei 68 pazienti trattati ha raggiunto una ORR con il 65% dei pazienti in CR. Le risposte sono risultate durature, con una DoR mediana non raggiunta (FU mediano per la DoR di 13,8 mesi), una OS mediana non raggiunta e l’82,3% dei pazienti in vita a 12 mesi dal trattamento.

Tafasitamab (MINJUVI®) – Incyte

MINJUVI (tafasitamab) è un anticorpo anti CD19 umanizzato e ingegnerizzato nel frammento costante (Fc). Il dominio Fc ingegnerizzato media la lisi delle cellule B attraverso l’apoptosi, la citotossicità cellulo‐mediata anticorpo dipendente e la fagocitosi cellulare anticorpo dipendente. MINJUVI ha ricevuto autorizzazione condizionata all’immissione in commercio in UE in associazione con lenalidomide seguita da MINJUVI in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con DLBCL recidivato o refrattario non idonei al trapianto autologo di cellule staminali. Grazie alla sua Fc e alla ottimizzazione del processo di umanizzazione, MINJUVI ha una aumentata affinità sia per il CD19 che per le cellule immunitarie effettrici. L’associazione con lenalidomide genera una combinazione sinergica, in cui l’attività di MINJUVI è potenziata dagli effetti immunomodulanti di lenalidomide. Lo studio registrativo L‐MIND ha mostrato un’efficacia rilevante in termini di ORR (57,5%), mDoR (43,9 m), mOS (33,5 m) e mPFS (11,6 m) e un profilo di sicurezza gestibile. In una popolazione con elevato bisogno clinico, MINJUVI rappresenta un trattamento innovativo, chemo free, con il potenziale di controllare la malattia a lungo termine e di migliorarne la sopravvivenza. Minjuvi è un marchio registrato MorphoSys AG, commercializzato da Incyte in EU. Nel 2010, MorphoSys ha acquisito in licenza i diritti esclusivi a livello mondiale per lo sviluppo e la commercializzazione di tafasitamab da Xencor; IncXmAb® è un marchio registrato Xencor, Inc.

Sugammadex (BRIDION®) – MSD

Bridion® (sugammadex), approvato nel 2008 in Europa e successivamente in Giappone e USA, stato riconosciuto dalla comunità scientifica anestesiologica come pietra miliare, una vera propria innovazione. Il sugammadex è un anello di zucchero in grado di incapsulare stabilmente i farmaci bloccanti neuromuscolari (conosciuti con il nome di curari). Rappresenta il primo antidoto al mondo per i curari, consentendo un recupero rapido dalla paralisi muscolare indotta durante l’anestesia generale. La paralisi muscolare è importante durante l’intervento chirurgico perché rilassa la muscolatura permettendo al chirurgo di lavorare in maniera adeguata, senza avere movimenti e contrazioni, e consente all’anestesista di effettuare una ventilazione artificiale, garantendo un’adeguata ossigenazione. Bridion®, quando somministrato in emergenza, dopo un curaro utilizzato per intubare, provoca in soli tre minuti la rapida ripresa del respiro spontaneo. Oggi milioni di pazienti in tutto il mondo vengono trattati con Bridion®, evitando una paralisi residua e consentendo una ripresa rapida e sicura della respirazione a fine intervento.

Vaccino anti-pneumococcico polisaccaridico 23-valente (PNEUMOVAX®) – MSD

S. pneumoniae è un batterio causa di polmoniti, batteriemia, meningiti, endocarditi ed artrite settica e rappresenta una problematica di salute di rilievo in tutto il mondo. Pneumovax è il primo vaccino anti-pneumococcico introdotto in Italia nel 1983 ed è un vaccino polisaccaridico 23-valente. In 40 anni di utilizzo è stato oggetto di numerosi studi clinici in diversi Paesi al mondo, che hanno valutato la capacità del vaccino di prevenire le malattie pneumococciche invasive, quelle non invasive e gli eventi ad essa collegati, quali ospedalizzazione e mortalità. L’ampio utilizzo di Pneumovax ha reso possibile l’osservazione dell’efficacia di campo, o effectiveness, in numerosi contesti geografici, in diversi gruppi di popolazione ed in condizioni epidemiologiche non omogenee. Tali osservazioni si associano ad un ampio setting di evidenze real-world che hanno confermato un profilo di efficacia nei confronti delle forme invasive e non invasive di patologia pneumococcica.

Quattro revisioni di letteratura e metanalisi, analizzando le evidenze di letteratura disponibili al momento della loro esecuzione, hanno ulteriormente confermato l’efficacia protettiva di Pneumovax sia contro le forme invasive che contro le forme non invasive di malattia. In particolare, la review e metanalisi Cochrane del 2013 ha incluso 25 studi di cui 18 trials randomizzati controllati e 7 studi osservazionali, per un totale di oltre 120.00 partecipanti.

Pretomanid (DOVPREL®) – Mylan, a Viatris Company

La tubercolosi (TB) è la seconda causa di morte per malattie infettive dopo il COVID-194. Nel 2020 ha ucciso oltre 1,5 milioni di persone (più di HIV/AIDS), e si stima che 9,9 milioni di persone si siano ammalate di TB nel mondo5. Dovprela è l’unico farmaco specificatamente approvato per gli adulti con TB a resistenza elevata8. Prima del suo sviluppo, negli ultimi cinquant’anni, sono stati approvati solo altri due farmaci anti-TB. È indicato nelle forme polmonari di TB MDR non responsiva o intollerante al trattamento o XDR, in associazione a bedaquilina e linezolid (BPaL). BPaL è un regime basato su soli 3 farmaci, orali, della durata di 6 mesi; ciò consente di ridurre il regime terapeutico, i problemi di aderenza e resistenza agli antibiotici rispetto alla terapia standard. È stato reso disponibile in 150 Paesi e regioni mediante la Global Drug Facility (GDF) della StopTB Partnership6. In Europa7, sei Paesi UE ad alto rischio8 e sei Paesi balcanici non UE9 possono acquistare Dovprela mediante la GDF al prezzo più basso disponibile a livello mondiale10. Per i paesi europei che non acquistano il farmaco via GDF, per una popolazione di circa 40 pazienti, Dovprela, fornisce un valore addizionale e u miglior rapporto costo-efficacia rispetto alla terapia standard.

Pancreolipasi (CREONIPE® 35000) – Mylan, a Viatris Company

Creonipe 35.000 si affianca ora a Creon 10.000, ad oggi unica terapia rimborsata in Italia per il trattamento di tutti i pazienti affetti da Insufficienza Pancreatica Esocrina (IPE), una condizione che porta, a causa dell’insufficiente attività degli enzimi digestivi pancreatici, una grave malnutrizione che impatta sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita dei pazienti. La nuova rimborsabilità di Creonipe 35.000 permetterà anche i pazienti italiani di avere a disposizione rimborsata la terapia per il trattamento dell’IPE, al pari dei pazienti che vivono negli altri Paesi europei, aumentando le indicazioni terapeutiche rimborsabili dalla sola Fibrosi Cistica a tutte le patologie pancreatiche cause dell’IPE. La formulazione ad alto dosaggio Creonipe 35.000 testimonia l’impegno di Viatris nel permettere di ampliare l’accesso alla terapia da parte di tutti i pazienti con Insufficienza Pancreatica Esocrina, favorendo l’aderenza terapeutica attraverso l’assunzione quotidiana di un minor numero di capsule di medicinale, permettendo così un più facile raggiungimento della dose target efficace con un risvolto positivo sulla qualità della vita, sulla sopravvivenza e sullo stato di salute dei pazienti.

Crizanlizumab (ADAKVEO®) – Novartis

Crizanlizumab (Adakveo®) è la prima terapia mirata per l’anemia falciforme per la prevenzione delle crisi vaso-occlusive (VOC) ricorrenti disponibile in Italia. È indicato per la prevenzione delle VOC ricorrenti nei pazienti con anemia falciforme a partire dai 16 anni di età. Può essere somministrato come terapia aggiuntiva a idrossiurea/idrossicarbamide (HU/HC), oppure come monoterapia nei pazienti per i quali HU/HC è inappropriata o inadeguata. È il primo e unico farmaco biologico mirato che agisce legandosi alla P-selectina, una proteina di adesione cellulare che svolge un ruolo centrale nelle interazioni multicellulari che causano vaso-occlusione nell’anemia falciforme. Legandosi alla P-selectina sulla superficie dell’endotelio e delle piastrine attivate, crizanlizumab blocca le interazioni tra cellule endoteliali, piastrine, globuli rossi e leucociti prevendendo la vasocclusione.
Crizanlizumab è ora approvato in 36 Paesi del mondo, inclusi gli Stati Uniti e gli Stati Membri dell’Unione Europea.

Inclisiran (LEQVIO®) – Novartis

Inclisiran è il primo e unico farmaco in grado di dimezzare il colesterolo a bassa densità (LDL-C, comunemente chiamato “colesterolo cattivo”) con solo due somministrazioni l’anno. Inclisiran agisce in modo diverso dalle altre terapie ipolipemizzanti. Inclisiran è un siRNA (small interfering RNA), ed è il primo farmaco ipocolesterolemizzante a base di RNA, il cui meccanismo d’azione consente di agire in modo mirato su target specifici, prevenendo la produzione della proteina target nel fegato. Inclisiran, grazie al regime di somministrazione di due sole iniezioni l’anno e al profilo di tollerabilità simile al placebo, ha la potenzialità di risolvere uno dei principali ostacoli noti al raggiungimento dei livelli target di colesterolo LDL, cioè la scarsa aderenza alla terapia che si è soliti incontrare con i trattamenti auto-somministrati.

Pertuzumab/trastuzumab (PHESGO®) – Roche

Pertuzumab più trastuzumab, somministrati per via endovenosa (EV) con chemioterapia, rappresentano lo standard di trattamento per il carcinoma mammario HER2-positivo in fase iniziale ad alto rischio o metastatico. I due farmaci vengono somministrati tradizionalmente in 1-2,5 h. La combinazione a dose fissa di pertuzumab e trastuzumab per iniezione sottocutanea (PHESGO®) può essere somministrata in circa 5-8 min. Lo studio in fase III (FeDeriCa) ha dimostrato che il trattamento con PHESGO® raggiunge livelli ematici non inferiori rispetto alla somministrazione EV, con un’efficacia e un profilo di sicurezza sovrapponibili. Lo studio clinico in fase II (PHranceSCa) ha dimostrato che l’85% dei pazienti preferiva il trattamento con PHESGO rispetto a pertuzumab più trastuzumab  EV e la maggior parte degli operatori sanitari era fortemente d’accordo/d’accordo che lo switch dall’infusione EV all’iniezione SC comportasse un minor spreco di risorse e di tempo. Phesgo può contribuire a ridurre al minimo la pressione sui sistemi sanitari riducendo i tempi di somministrazione, il tempo trascorso sulla poltrona per l’infusione e il tempo per la preparazione dei farmaci.

Tocilizumab (ROACTEMRA®) – Roche

RoActemra® (tocilizumab) è un anticorpo monoclonale anti-recettore dell’interleuchina-6 (aIL-6R) per il trattamento di diverse patologie reumatologiche, tra cui l’artrite reumatoide, le artriti giovanili, I’arterite a cellule giganti oltre che per una grave sindrome causata dal rilascio di citochine (CAR-T syndrome). RoActemra è approvato in più di 110 paesi ed è anche stato approvato in Europa per il trattamento del COVID-19 negli adulti che ricevono corticosteroidi sistemici e richiedono ossigeno supplementare o ventilazione meccanica. Numerosi studi hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di RoActemra, inclusi gli studi COVACTA, EMPACTA e REMDACTA sponsorizzati da Roche e lo studio RECOVERY condotto dall’Università di Oxford. Un numero elevatissimo di studi di Real World ha aperto la strada alla miglior comprensione della patogenesi immunologica del COVID-19, oltre che del ruolo fondamentale dell’interleuchina 6 e della sua inibizione.

Uno dei principali studi condotti, studio RECOVERY, ha dimostrato che il trattamento con RoActemra somministrato per infusione in aggiunta al trattamento standard riduce il rischio di morte rispetto al solo trattamento standard. Complessivamente il 31% dei pazienti trattati con RoActemra più trattamento standard (621 su 2.022) è deceduto entro 28 giorni dal trattamento rispetto al 35% dei pazienti trattati con il solo trattamento standard (729 su 2.094). Inoltre, il 57% dei pazienti (1.150 su 2.022) che hanno ricevuto RoActemra è stato in grado di lasciare l’ospedale entro 28 giorni rispetto al 50% dei pazienti (1.044 su 2.094) che hanno ricevuto il solo trattamento standard.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato il trattamento anti-IL6 per i pazienti COVID ospedalizzati e l’AIFA ha reso disponibile RoActemra in Italia, inserendolo nell’elenco dei farmaci di cui alla L. 648/96 per il trattamento di soggetti adulti ospedalizzati con COVID-19 grave e/o con livelli elevati degli indici di infiammazione sistemica, in condizioni cliniche rapidamente ingravescenti.

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