PRIX GALIEN ITALIA 2024
LA SHORTLIST DEI CANDIDATI

Vutrisiran (AMVUTTRA®) – ALNYLAM

Tramite un meccanismo di silenziamento genico dell’mRNA di TTR, vutrisiran rappresenta un’opportunità altamente efficace nell’arrestare o invertire la progressione della polineuropatia, nell’ambito dell’amiloidosi ereditaria da transtiretina. Il trattamento ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante sia sulla componente neurologica, che sulla qualità di vita del paziente, senza significativi effetti collaterali. Pur agendo con lo stesso meccanismo e presentando un profilo di sicurezza paragonabile al principale comparatore, patisiran, vutrisiran presenta alcuni vantaggi, tra cui la modalità e la tempistica di somministrazione. Il farmaco è infatti somministrato una volta ogni tre mesi per via sottocutanea a dose fissa, senza necessità di premedicazione e con ridotto monitoraggio clinico addizionale. Con una somministrazione meno frequente ed invasiva, vutrisiran offre un trattamento meno oneroso per il paziente e per il sistema sanitario, garantendo una miglior compliance terapeutica.

Blinatumomab – AMGEN

Blinatumomab è il primo immunoterapico della classe BiTE® (Bispecific T-cell Engager), piattaforma sviluppata da Amgen altamente innovativa per molecole multispecifiche, in grado cioè di legarsi a più target. Gli anticorpi BiTE® agiscono come ‘intermediari molecolari’, attivando una doppia reazione: da una parte si legano a un target sulla cellula maligna, causa della patologia, dall’altra attivano nell’organismo le cellule T del sistema immunitario, innescando una risposta biologica. È una tecnologia dalle grandi potenzialità terapeutiche e molto versatile, che rende possibile progettare farmaci mirati per diverse patologie. Blinatumomab, nello specifico, aiuta il sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali nei pazienti affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) e consente alle cellule T di agire a distanza ravvicinata su di esse, rilasciando enzimi che ne inducono la morte. Indicato in Italia per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici con LLA, Blinatumomab è il primo farmaco approvato per il trattamento della malattia minima residua (MRD), indicatore di presenza minima di malattia non visibile morfologicamente nonostante la remissione completa.

Dapaglifozin – ASTRAZENECA

Dapagliflozin è un farmaco appartenente alla classe degli inibitori selettivi del co-trasportatore renale di sodio e glucosio (SGLT2i) e richiede una mono somministrazione giornaliera orale. Studi clinici hanno dimostrato l’efficacia di dapagliflozin nel prevenire e ritardare la malattia cardio-renale, proteggendo allo stesso tempo questi stessi organi – un risultato importante date le interconnessioni esistenti tra cuore, reni e pancreas. Una patologia a carico di uno di questi organi può causare un danno per gli altri apparati, contribuendo allo sviluppo di alcune tra le principali cause di morte a livello globale. In Italia, dapagliflozin è indicato in pazienti adulti e bambini dai 10 anni di età in su, non adeguatamente controllati per il trattamento del diabete mellito di tipo 2. Dapagliflozin è anche indicato per il trattamento della malattia renale cronica e dello scompenso cardiaco cronico sintomatico, sulla base dei risultati degli studi di fase III DECLARE, DAPA-CKD, DAPA-HF e DELIVER. Dapaglifozin ad oggi, è l’unico farmaco appartenente alla classe degli SGLT2i ad aver dimostrato una riduzione della mortalità sia nei pazienti con malattia renale cronica che con scompenso cardiaco su tutto il range di frazione di eiezione. Tali evidenze aprono nuove prospettive terapeutiche per un farmaco che ha iniziato il suo percorso come antidiabetico, e che ora acquisisce un ruolo cruciale nella gestione terapeutica di condizioni cliniche gravate da importante bisogno terapeutico dove è in grado di migliorare significativamente la sopravvivenza di milioni di pazienti.

Durvalumab – ASTRAZENECA

Durvalumab è un anticorpo monoclonale inibitore selettivo di PDL-1 che potenzia le risposte immunitarie antitumorali e aumenta l’attivazione dei linfociti T.

Già disponibile in Italia per pazienti con SCLC e NSCLC avanzati, è indicato da EMA per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con carcinoma delle vie biliari non resecabile o metastatico in associazione a gemcitabina e cisplatino; i risultati dello studio di fase III TOPAZ-1 hanno documentato un significativo vantaggio in sopravvivenza in un setting di malattia a prognosi sfavorevole, e hanno aggiunto beneficio clinico alla sola chemioterapia, che per oltre 10 anni è rimasta il solo trattamento disponibile, peraltro con risultati insoddisfacenti. L’importante medical need di questa patologia, diagnosticata in oltre il 60% dei casi in fase già avanzata di malattia e con una aspettativa di vita mediana inferiore all’anno, è documentato dal risultato del programma di early access, aperto in seguito della presentazione dei dati favorevoli dello studio e che in circa due anni ha permesso a oltre 1400 pazienti italiani di beneficiare di durvalumab in associazione a chemioterapia, in attesa della rimborsabilità del farmaco in questa indicazione.

Vosoritide (VOXZOGO®) – BIOMARIN

Voxzogo (vosoritide) è il primo e unico farmaco per il trattamento dell’acondroplasia: è un peptide natriuretico di tipo C (CNP) modificato che agisce contrastando gli effetti causati dalla mutazione del gene codificante per FGFR3 al fine di migliorare la crescita dell’osso endocondrale.
L’attuale gestione dell’acondroplasia risulta complessa e insoddisfacente richiedendo diversi interventi chirurgici. Voxzogo ha dimostrato risultati importanti e clinicamente significativi sia in termini di efficacia che in termini di sicurezza nei bambini dai 4 mesi sino alla chiusura delle epifisi. Nello studio clinico registrativo di fase III i bambini che hanno ricevuto il trattamento sono cresciuti in media di 1,57 cm di altezza all’anno in più rispetto ai bambini che hanno ricevuto il placebo e l’aumento della crescita osservato si è verificato proporzionalmente sia nella colonna vertebrale che negli arti inferiori. Inoltre, i bambini nello studio di estensione di fase 3 hanno mantenuto un aumento della velocità di crescita annuale (AGV) durante il secondo anno di trattamento continuo con Voxzogo. Il tattamento può ridurre le complicanze della patologia e migliorare la qualità di vita.

Spesolimab (SPEVIGO®) – BOEHRINGER INGELHEIM

Spesolimab è un anticorpo monoclonale umanizzato, indicato in monoterapia per il trattamento delle fasi acute della psoriasi pustolosa generalizzata (GPP) nei pazienti adulti. Il farmaco agisce inibendo il recettore dell’interleuchina (IL)-36 e bloccando conseguentemente i processi infiammatori mediati da (IL)-36 che sono alla base dei cosiddetti flare, ovvero le riacutizzazioni della patologia. Come dimostrato negli studi registrativi, una singola infusione di spesolimab ha determinato la scomparsa di tutte le pustole in 1 settimana nel 54,3% dei pazienti trattati, rispetto ai pazienti che hanno ricevuto placebo (5,6%). In aggiunta, a seguito della somministrazione del farmaco è stato rilevato un miglioramento significativo della qualità di vita dei pazienti e dei sintomi correlati alla patologia, in particolare una riduzione pari al 43% del punteggio relativo al dolore e una riduzione del 71% della fatica. Il farmaco ha ottenuto la designazione di Breakthrough Therapy concessa dalla FDA.

Trastuzumab deruxtecan – DAIICHI SANKYO/ASTRAZENECA

Trastuzumab deruxtecan, progettato da Daiichi Sankyo, sviluppato e commercializzato da Daiichi Sankyo e AstraZeneca, grazie alla tecnologia degli anticorpi farmaco coniugati, si pone come trattamento trasformativo innovativo per la malattia HER2 correlata. T-DXd combina un anticorpo monoclonale, trastuzumab, con un agente citotossico, deruxtecan, per trattare specifici tipi di neoplasia. Il suo meccanismo d’azione si basa su tre componenti chiave: l’anticorpo monoclonale trastuzumab, progettato per legarsi specificamente alla proteina HER2, il linker che collega l’anticorpo monoclonale all’agente citotossico, e quest’ultimo, cioè deruxtecan, che interferisce con il processo di divisione cellulare. Trastuzumab deruxtecan è altamente selettivo per le cellule tumorali, riducendo al minimo i danni alle cellule sane circostanti e aumentando l’efficacia del trattamento nei pazienti con malattia HER2 correlata. L’introduzione di T-DXd nella pratica clinica quotidiana segna un importante traguardo nella trasformazione degli standard di cura dei pazienti con malattia metastatica, che possono finalmente disporre di una terapia con un’efficacia elevata, da somministrare per un lungo periodo, e con risultati mai visti finora.

Lenacapavir – GILEAD

Lenacapavir (LEN) è un inibitore selettivo multistadio first-in-class (“capostipite della sua classe”) della funzione del capside dell’HIV-1 a lunga durata d’azione con somministrazione semestrale. E’ indicato per il trattamento degli adulti con infezione da HIV-1 multifarmaco-resistente per i quali non è possibile instaurare un regime antivirale soppressivo alternativo. Si tratta di un farmaco che è stato sviluppato per inibire l’HIV in più fasi del suo ciclo vitale, e non presenta resistenza crociata nota con altre classi di farmaci esistenti; è inoltre l’unica opzione con somministrazione semestrale per il trattamento dell’infezione da HIV. L’inizio del trattamento con lenacapavir comprende infatti un’unica assunzione di compresse orali a cui fa seguito la somministrazione per via sottocutanea, attraverso iniezioni semestrali. A regime viene somministrato solo due volte l’anno e fornisce un trattamento completo contro l’HIV quando utilizzato in combinazione con altri antiretrovirali. Ad agosto 2022 ha ottenuto approvazione EMA. Ad ottobre 2023 lenacapavir ha ottenuto AIC e rimborsabilità da AIFA.

Tebentafusp (KIMMTRAK®) – IMMUNOCORE

KIMMTRAK (tebentafusp) è il primo TCR monoclonale (ImmTac®) capace di indirizzare il sistema immunitario verso cellule tumorali, approvato dall’EMA nel 2022 dopo valutazione accelerata. La terapia è l’unica in grado di migliorare sia la sopravvivenza globale che la sopravvivenza libera da progressione in pazienti con melanoma uveale metastatico (mUM), fornendo la prima terapia a pazienti con mUM non resecabile e con HLA-A*02:01.

KIMMTRAK è una proteina bispecifica solubile composta da un TCR, in grado di riconoscere cellule di mUM, fuso ad un frammento anticorpale che riconosce CD3 su cellule T, le quali vengono così ricollocate in prossimità di cellule tumorali e attivate. Indipendentemente dalla loro specificità naturale, le cellule T attivate da ImmTAC sono in grado di distruggere cellule di mUM e di riattivarsi molteplici volte, portando ad una migliore eliminazione di cellule tumorali. KIMMTRAK, disponibile off the shelf, può essere somministrato rapidamente non richiedendo una produzione specializzata o individualizzata.

In precedenza, nessun trattamento ha dimostrato un miglioramento della prognosi per pazienti mUM, mentre KIMMTRAK, grazie al suo innovativo meccanismo d’azione, è in grado di migliorare in maniera significativa sia la sopravvivenza globale che la sopravvivenza libera da progressione.

Ruxolitinib (OPZELURA®) – INCYTE

La vitiligine è una patologia cronica autoimmune che causa depigmentazione della cute, con un impatto negativo sulla salute mentale e psicosociale dei pazienti (stigma, rischio 6 volte maggiore di sviluppare ansia e 5 volte depressione rispetto alla popolazione sana). Ruxolitinib crema è un inibitore di JAK 1/2, molecole coinvolte nel meccanismo autoimmune della malattia, ed è il primo e unico farmaco approvato per la vitiligine. In un ampio programma di studi clinici ha dimostrato di essere efficace nell’indurre la ripigmentazione delle lesioni, sul viso e sul corpo, in modo clinicamente e statisticamente significativo e con un effetto che aumenta nel tempo. Il profilo di sicurezza del farmaco è stato ottimizzato grazie alla formulazione in crema, che consente un’azione mirata sulle lesioni, limitando l’assorbimento sistemico e minimizzando gli eventi avversi: l’unico evento riportato sul riassunto delle caratteristiche del prodotto è acne nel sito di applicazione.

Pembrolizumab – MSD

Pembrolizumab è ormai lo standard of care in numerose indicazioni oncologiche, sia in setting palliativo che in contesti potenzialmente curativi. Sebbene gli studi registrativi di fase III debbano essere considerati il gold standard per l’approvazione dei farmaci, gli studi di RWE consentono una valutazione nella pratica clinica quotidiana, fornendo conferme complementari in popolazioni eterogenee. Pembrolizumab ha confermato la sua efficacia e maneggevolezza anche in un setting di Real Life, riproducendo complessivamente quanto dimostrato negli studi registrativi. Numerosi studi di RWE, infatti, hanno permesso alla comunità scientifica di condividere informazioni su popolazioni non selezionate, in ambienti meno rigorosi, valutando interazioni con malattie e terapie concomitanti, osservando dati di adesione alle terapie, focalizzandosi su popolazioni rare o speciali o semplicemente osservando pazienti trattati in pratica clinica. Il rigore degli studi registrativi esclude alcune categorie di potenziali pazienti con particolari comorbidita’ che nella pratica clinica possono in realtà beneficiare del trattamento; l’elevato numero di evidenze di real life con pembrolizumab ne consolida il robusto profilo sia di efficacia che di sicurezza, in ogni setting e in ogni indicazione registrata.

Vaccino anti-pneumococcico polisaccaridico coniugato 15-valente
adsorbito (VAXNEUVANCE®) – MSD

Vaxneuvance, è stato sviluppato in modo da rispondere alle necessità di aumentare la disponibilità di vaccini antipneumococcici che garantiscano una maggiore copertura sierotipica senza alterare il profilo di immunogenicità, con particolare focus a quei sierotipi che continuano a circolare nella popolazione, nonostante presenti in formulazioni di vaccini di ampio utilizzo.

Lo sviluppo del vaccino ha previsto 19 studi di fase III randomizzati e controllati: in età pediatrica e adulta, arruolando in totale 15.000 partecipanti. Nel programma di sviluppo si sono tenute in considerazione le diverse necessità della sanità pubblica includendo studi specifici in popolazioni speciali, come i soggetti fragili e soggetti con condizioni di immunocompromissione. Negli studi clinici condotti in età adulta, grande rilevanza è stata data alle categorie a rischio per condizioni di cronicità ed immunocompromissione.

Studi supportivi di cosomministrazione con altri vaccini somministrati in età pediatrica ed adulta e studi di interscambiabilità sono stati condotti al fine di consentire una rapida implementazione dell’utilizzo del vaccino nei programmi di immunizzazione vaccinali dei diversi paesi.

Lutezio (177Lu) Vipivotide Tetraxetan (PLUVICTO®) – NOVARTIS

Pluvicto ([¹⁷⁷Lu] Lu-PSMA-617) è un nuovo farmaco a base di radioligandi indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) progressivo, positivo all’antigene di membrana specifico della prostata (PSMA). Il carcinoma prostatico ha un’incidenza stimata di circa 1 milione di nuovi casi all’anno nel mondo e la forma metastatica resistente alla castrazione, è la fase più avanzata della malattia con sopravvivenza mediana a 5 anni di circa il 30%. Pluvicto si lega in modo specifico al PSMA, consentendo un’azione antitumorale selettiva e ridotto impatto sui tessuti sani. Nello studio di fase III VISION, il farmaco ha dimostrato un beneficio clinico importante, migliorando la sopravvivenza globale e quella libera da progressione basata sull’imaging (rPFS), oltre che il tempo al primo evento scheletrico sintomatico (SSE) rispetto allo standard di cura. Per tali motivi, Pluvicto rappresenta un’opzione terapeutica efficace e innovativa che offre un significativo vantaggio clinico e di qualità di vita al paziente affetto da carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione.

Tabelecleucel – PIERRE FABRE

Tabelecleucel, ad oggi, è la prima immunoterapia allogenica a cellule T antivirus di Epstein-Barr (EBV) specifica.

Tabelecleucel è costituito da cellule T prelevate da un donatore e istruite a riconoscere le cellule B infette. Quando il farmaco viene somministrato al paziente, le cellule T attaccano e uccidono le cellule B infette del paziente stesso, contribuendo a controllare la EBV+ PTLD, malattia linfoproliferativa post trapianto associata al virus di Epstein-Barr.

Autorizzato dall’EMA e designato farmaco orfano, è incluso nel Piano EMA per i farmaci prioritari, PRIME, per l’elevato unmet need.

Tabelecleucel è indicato nella EBV+ PTLD recidivata o refrattaria, una neoplasia ematologica rara, acuta e potenzialmente letale che può colpire pazienti sottoposti a trapianto di organi solidi (SOT) o di cellule ematopoietiche allogeniche (HSCT). La sopravvivenza mediana è inferiore a 1 mese per i pazienti HSCT e di circa 4 mesi per i pazienti SOT.

In Italia, ogni anno si eseguono circa 4000 trapianti di organo solido e 2000 di cellule staminali ematopoietiche, con circa 1 caso di EBV+ PTLD ogni 100 trapianti/anno.

Glofitamab (COLUMVI®)- ROCHE

Glofitamab è un anticorpo monoclonale bispecifico umanizzato caratterizzato da una configurazione 2:1 che
gli permette di legarsi contemporaneamente all’antigene CD20 sulla superficie delle cellule B tumorali e
all’antigene CD3 sulla superficie delle cellule T con conseguente attivazione diretta delle cellule T, rilascio di
proteine citotossiche ed eliminazione delle cellule B tumorali. La somministrazione in monoterapia e la durata fissa del trattamento, unite a % alte di risposta completa (CR: 40%) e durature (DoCR mediana 26.9 mesi) anche dopo la fine del trattamento, e a un profilo di sicurezza gestibile, rendono glofitamab una valida opzione di salvataggio con benefici significativi per pazienti con LBCL recidivanti e/o refrattari alle terapie di 2L e oltre e anche per colore che hanno in precedenza fallito una terapia a base di CAR-T. È un’opzione chemio-free “pronto all’uso”, a differenza di altre opzioni con tempi di preparazione e manipolazione cellulare prima di iniziare il trattamento e ciò è particolarmente importante per i pazienti ad alto rischio di progressione della malattia consentendo loro di beneficiare di un trattamento senza ritardi nell’avvio della terapia.

Mosunetuzumab (LUNSUMIO®) – ROCHE

Mosunetuzumab è un anticorpo monoclonale bispecifico first-in-class in grado di riconoscere e legarsi all’antigene CD3 sulla superficie delle cellule T e all’antigene CD20 sulla superficie delle cellule B tumorali. Il contemporaneo doppio legame con CD3 e CD20 porta all’attivazione delle cellule T e alla conseguente citolisi delle cellule B tumorali. Al congresso internazionale ASH 2023 (Schuster et al., abstract 623), nell’ultimo update dello studio registrativo di fase II, al follow up mediano di 37,4 mesi, mosunetuzumab in monoterapia ha confermato risposte complete (CR60%) rapide, profonde (tutti i pazienti in CR in MRD negativity) e durante (durata mediana della risposta completa: Not Reached, % OS 2 anni del 100%). E’ un regime “pronto all’uso” e di durata fissa che consente ai pazienti con linfoma follicolare dalla terza linea e oltre di beneficiare di un trattamento rapidamente efficace e senza necessità di ricovero ospedaliero. Inoltre offre ai pazienti un regime chemo-free gestibile in day-hospital/regime ambulatoriale, che combina un’importante efficia con un profilo di sicurezza favorevole e potenzialmente disponibile in tutti i centri specialistici.

Ivosidenib (TIBSOVO®) – SERVIER

Tibsovo® (ivosidenib) è una nuova terapia orale a bersaglio molecolare, inibitore potente e selettivo dell’enzima isocitrato deidrogenasi 1 (IDH1) mutato.
La mutazione di IDH1 è responsabile del blocco della differenziazione cellulare e dello sviluppo di neoplasie ematologiche e non ematologiche.
Agendo su questa mutazione, Tibsovo® può arrestare il processo di sviluppo del tumore, migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti.
È indicato per il trattamento:
• in associazione con azacitidina, di pazienti adulti con nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta (LMA) con una mutazione dell’isocitrato deidrogenasi 1 (IDH1) R132 che non sono idonei per la chemioterapia di induzione standard;
• in monoterapia, di pazienti adulti con colangiocarcinoma (CCA) localmente avanzato o metastatico con mutazione IDH1 R132, precedentemente trattati con almeno una linea di terapia sistemica.
Tibsovo® ha ottenuto dall’EMA la conferma della designazione di farmaco orfano in entrambe le indicazioni, a sostegno da un lato dell’importante bisogno terapeutico in questi setting di pazienti, e dall’altro dalla risposta, che rappresenta quale terapia mirata, efficace e tollerabile, in grado di migliorarne gli esiti clinici e preservarne, nel contempo, la qualità di vita.

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